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15
luglio 2014

L’infedeltà è immorale?

Ai giorni nostri, l’infedeltà prende piede sulla fedeltà

Quando i nostri nonni decedevano che ci sarebbero state qualche decina di “si” per la vita, promettendosi di amarsi nel bene e nel male, di aiutarsi a vicenda e di essere fedeli fino alla morte, sembrava che le coppie del XXI secolo avessero tutt’un’altra opinione sul matrimonio.

La prima domanda che sorgerebbe sarebbe: le coppie di oggi sono diverse dalle coppie del passato o concepiscono questo desiderio, questo bisogno di rinnovamento della loro vita intima e sentimentale in modo più liberale?

Un piccolo passo all’indietro…

lianeSarebbe inconcepibile pensare che le coppie di una volta non sentissero il bisogno di gustare nuovi piaceri perché erano già soddisfatte o semplicemente felici.

Certamente la vita era ben diversa 50 anni fa e questo è un punto da prendere in considerazione nell’evoluzione dei comportamenti umani. Per esempio, è solo di recente che le donne sono divenute completamente indipendenti ed autonome, capaci di sostenersi da sole.

La mentalità delle donne è anch’essa evoluta riguardo alla questione dell’infedeltà. Oggi, l’80% delle donne pensa che è meglio essere fedele, ma solo il 10 % ritiene che la fedeltà sia una prerogativa della vita di coppia. Inoltre, se la maggior parte delle donne preferisce la fedeltà invece dell’infedeltà, molte dicono di non sentire l’obbligo di essere fedeli al giorno d’oggi. L’emancipazione e l’indipendenza della donna hanno avuto un impatto considerevole su questa maniera di pensare. Oggi una donna può scegliere di essere infedele, mentre era impensabile 20 anni fa.

Certe persone pensano che le relazioni extra-coniugali esistano da sempre, ma invece sono nate di recente, da circa una quindicina d’anni.

Altri al contrario pensano che le tentazioni siano decisamente meno oggi che nel passato, lasciando quindi poco spazio al desiderio.

Tuttavia, già nelle grandi opere letterarie l’adulterio era presente. Pensiamo a Mme Bovary, a questa Emma che, non sopportando più la noia della quotidianità, decide di dedicarsi ai piacere di una vita extra-coniugale. Allo stesso modo pensiamo a Mme de Rénal, l’eroina del romanzo Le Rouge et le Noir di Stendhal, che soccombe allo charme di Julien Sorel. Infine, abbiamo Les Liaisons dangereuses, un romanzo epistolare di Choderlos de Laclos di cui i due protagonisti Mme de Merteuil e il Visconte di Valmont sostengono il libertinaggio e una vita di dissolutezza. Ma la morale è spesso intatta e le donne infedeli pagano cari i loro passi falsi. Per esempio, Emma Bovary muore prendendo coscienza del fatto che nessuno l’avesse mai amata davvero, se non il marito, che lei ha tradito più e più volte. Le Diable au corps di Raymond Radiguet racconta la passione che nasce tr auna donna sposata il cui marito è partito per la guerra e un giovane uomo. La donna muore dando la vita al figlio di suo marito. Nella letteratura, gli infedeli sono dunque raramente ricompensati per le loro azioni, e ciò mostra che l’infedeltà era considerata come un atto immorale. Si dovrà aspettare le femministe Colette, Simone de Beauvoir e Marguerite Duras perché la tendenza cambi direzione e perché le donne assumino pienamente la loro infedeltà. D’ora in poi, non saranno più punito per le loro azioni e non moriranno più.

Ma i romanzi che trattavano di infedeltà non erano ancora stati completamente accettati e alcuni autori furono accusati d’immoralità. I libri di Laclos e di Flaubert infatti sono stati giudicato immorali. Nonostante gli spiriti si liberino sempre di più, l’infedeltà resta come un atto immorale per la maggior parte delle persone.

Quando la morale incoraggia la fedeltà, sembra che l’infedeltà sia sempre esistita.

La differenza notevole che si nota oggi è nell’accettazione di questo gesto.

  • Se ci guardiamo intorno, un matrimonio su due conosce o ha conosciuto un’infedeltà all’interno della coppia. Non è esagerato pensare che l’infedeltà diventerà col passare degli anni una cosa comune che sarà completamente presa in considerazione da ciascuno di noi. Le coppie fedeli saranno una cosa eccezionale…
  • Guardiamo di nuovo il numero dei siti per le relazioni extra-coniugali che nascono ogni anno. L’infedeltà non si nasconde più ; anzi peggio, vendiamo su questi siti tutti i suoi vantaggi e svantaggi. Ci affascina, ci tenta, tendiamo a esserne vittima ; l’infedeltà diventa un gioco al quale bisogna assolutamente giocare.
  • Ulteriore constatazioone : anche i più grandi sportivi o gli uomini politici soccombono all’infedeltà.

Perchè diventare infedele ? è per cercare di salvare la coppia o semplicemente per gustarsi dei piaceri extra-coniugali ?

Non è facile vivere molti anni insieme ad una persona in perfetta armonia, e la coppia cerca in tutti i modi di evitare il collasso. Alcune persone dicono che è preferibile essere infedele per un po’ di tempo per far rinascere il desiderio all’interno della coppia, piuttosto di restare fedele e arrivare alla separazione. Sorgono numerose domande riguardo a questo problema dell’infedeltà e la moralità sembra essere ciò che ossessiona tutti quelli che seguono questo comportamento, o coloro che pensano sempre di più a questa soluzione.

L’infedeltà è immorale ?

Essere infedeli è invece è fedeli a se stesso e dunque mostrare rispetto verso la propria persona e verso i propri desideri ?

Proviamo a rispondere alle tante domande col fine di comprendere se l’infedeltà è immorale.

L’infedeltà fa sorgere sempre delle domande

Ogni persona ha la propria idea di fedeltà e infedeltà.

Per alcuni, il fatto di guardare una persona, essere attirato dal suo fisico e di aver fantasticato significa già essere infedele.

Per altri, al contrario, non si può utilizzare il termine infedeltà se non quando si è passati all’atto vero e proprio. Ma ciò significa baciare una persona, arrivare ai preliminari o fare l’amore?

Ciascuno ha la propria visione di infedeltà. Dalla semplice avventura di una notte alla relazione che dura nel tempo, l’infedeltà può essere considerata in maniera diversa. Inoltre, alla domanda “cos’è l’infedeltà?” ci sono molte risposte possibili. Potremmo dire che ci sono tante concezioni di infedeltà quante sono le persone.

Essere infedele è, prima di tutto e soprattutto, non rispettare un contratto, una promessa, un patto. Questo contratto è stabilito tra due membri di una coppia in cui ciascuno si fida dell’altro in funzione delle promesse fatte.

Ma essere infedele potrebbe anche significare essere fedele, come essere fedele potrebbe significare essere infedele.

Spieghiamo questo punto…

Se la sola ragione di non avere una relazione extra-coniugale è il rispetto che si ha verso il partner, allora io sono fedele a lui/lei ma infedele a me stesso. Io mi sono infedele perché non provo più sentimenti per lui/lei; non oso fare ciò che è bene per me e dunque mi distruggo poco a poco. Al contrario, essere infedele al partner mi può permettere di essere fedele a me stesso, poiché do spazio ai miei desideri e ai miei bisogni e decido di viverli per essere felice.

Bisogna essere fedeli al partner ? a se stessi? A chi bisogna mentire quando si pone questo problema?

La questione dell’infedeltà non finisce sempre col prediligere l’altro, contrariamente a ciò che si pensa, è importante essere fedeli a se stessi, fedeli a ciò che siamo, che desideriamo, a ciò di cui abbiamo bisogno, cercando di rispettare l’altro.

Le ragioni sono ben note …

Molti elementi possono comportare un’infedeltà. Nella maggior parte dei casi, le persone infedeli riconoscono di aver avuto un’avventura extra-coniugale perché la coppia stava attraversando un periodo buio.

Dopo molti anni di matrimonio, s’instaura una routine e la scintilla dei primi anni si spegne poco a poco.

Come sottolineava Arthur Schopenhauer nella sua opera Le monde comme volonté et comme représentation, oscilliamo sempre tra la sofferenza e la noia. La noia si presenta quando ci si abitua ad una situazione che non è mai rinnovata. La noia rassicura ma blocca le persone in una quotidianità inadatta. La sofferenza al contrario è ciò che la persona trova quando decide di avventurarsi per un nuovo cammino. La scoperta dello sconosciuto diventa presto una sofferenza che destabilizza. Se l’uomo si annoia del suo quotidiano perde i punti di riferimento che aveva prima e quindi si sente male e soffre. Il desiderio non è eterno, deve essere ravvivato affinché la coppia sopravviva alla routine della vita.

Il drammaturgo Samuel Beckett ha rappresentato meravigliosamente quest’impasse che esiste all’interno della coppia. Io sostengo solo parzialmente il mio partner perché siamo diventati troppo diversi ma, allo stesso tempo, non posso vivere senza la sua compagnia. “L’inferno, sono gli altri” di Sartre è solo parzialmente vero, perché l’inferno è anche la perdita dell’altro. Perché l’uomo trova molte difficoltà ad uscire da questa situazione che gli è familiare da tanti anni, preferisce accontentarsi di questa persona che al momento non corrisponde in maniera totale, a rischio di finire col non sopportarla più.

Tutti noi abbiamo questo bisogno di essere amati, ammirati, guardati, e quando il nostro partner non lo fa più, la tentazione di andare a testare il proprio potenziale di seduzione con altre persone ci travolge. Alcune persone sono infedeli perché hanno quest’eterno bisogno di sedurre. A loro serve per affermarsi, per provare che loro possono ancora affascinare. Il problema non giunge dal partner, ma da se stessi. Quando l’infedeltà è ricorrente e diventa ossessiva, si considera allora che sia la persona che tradisce quella che deve comprendere il male che ha fatto e il disagio che ha dentro sé per poter rimediare al problema. L’infedeltà non è mai banale, e non è mai casuale; l’infedeltà riflette un problema in se stessi o all’interno della coppia e bisogna quindi permettere di cercare di comprendere le cause di tale problema.

La mancanza di disponibilità del partner, l’assenza di comunicazione o di affetto sono anch’essi dei punti che possono portare all’infedeltà. Amare qualcuno significa anche essere disponibile per lui/lei e quindi avere momenti in cui si chiede e momenti in cui si dà. Non è forse vero che si dice “non esiste l’amore, esistono solo prove d’amore”? La presenza fisica non è sempre sufficiente, bisogna che ci sia anche una presenza morale e affettiva, affinché la coppia continui a funzionare come faceva nei primi tempi. E’ dunque importante trovare spazio per dei momenti insieme, dei momenti autentici dove ciascuno può confidarsi e ritrovarsi con l’altro/a. L’indisponibilità di uno dei due membri della coppia può condurre col tempo ad un allontanamento e dunque a questo bisogno di ritrovare una complicità in un’altra persona. La comunicazione e l’affetto nella coppia sono gli ingredienti principali perché la relazione possa perdurare. La coppia ha bisogno di questi momenti che c’erano all’inizio.

Moralità o immoralità ?

visuale1Il matrimonio è un’unione che suppone l’esistenza di un contratto tra i due membri della coppia. La promessa di amarsi e di restare fedele è stata fatta davanti a Dio, e deve essere mantenuta se non si vuole tradire morale e religione. La religione considera l’adulterio come un fatto grave per il matrimonio e come un fatto immorale. Nonostante le mentalità cambino ed evolvano, i credenti considerano che non sia accettabile tradire il proprio partner e che questa colpa sia punibile. E’ immorale aver commesso, una sera, un errore mentre si attraversava un momento di dubbi? Non si dice che errare è umano? E’ morale, al contrario, legare due esseri umani ad una promessa, prendendo una parte della loro liberà, nonostante si affermi che gli uomini nascono liberi e uguali? Allora è la questione della libertà che entra in gioco: si può affermare di essere liberi quando si è uniti ad un’altra persona? Essere sposati significa essere legati, attaccati, che si riconosca o no. Essere liberi significa, al contrario, non essere legati a niente.

L’infedeltà sciocca perché nei libri e nelle menti degli uomini è stato scritto che bisogna essere fedeli : questa regola è dentro di noi da sempre. Alcune civiltà accettano invece le relazioni extra-coniugali, e questo prova che l’infedeltà riconosciuta permette di vivere in miglior armonia. La felicità non è giustamente nel semplice fatto di prendere coscienza e di accettare che l’uomo non è fatto per amare solo un’unica persona per tutta la vita? La questione è di sapere se ciò che fa soffrire nell’infedeltà sia la fedeltà verso se stessi o la menzogna che ciò comporta, e del tradimento di per sé. Alcune persone tradite hanno sentito una forma di sollievo quando il proprio partner ha confessato, sentendosi vicini ad accettare questa relazione extra-coniugale per tentare di salvare la coppia.

L’infedeltà è immorale perchè è tradimento. O, nel matrimonio, la morale rifiuta il tradimento. Tradire il proprio compagno significa non essere fedele a ciò che gli stato promesso, e dunque a ciò che ci eravamo promessi. Tradire una persona, è tradire se stessi. So tradisce perché non rispettiamo i nostri impegni presi, le nostre convinzioni; si va contro quello che abbiamo sempre sostenuto. Impegnarsi con qualcuno vuol dire rispettare la fiducia che offriamo all’altro. Una fiducia si guadagna, si merita, e tradirla è contraria alla morale. Se il messaggio della religione è molto spesso costituito da troppi divieti che incitano alla tentazione, il rispetto che proclama è un valore che non deve essere violato. L’uomo deve rispettare l’altro, e il rispetto comincia con la sincerità.

Dire che l’infedeltà sarebbe morale sarebbe esagerato. Al massimo possiamo trovarci qualche scusa valida per giustificarla e comprenderla, per tollerarla. Come detto precedentemente, sembra difficile immaginare una persona che ami una sola persona nella vita e che abbia relazioni sessuali solo con questa. Sappiamo che l’uomo è contraddittorio, a volte questa creazione di Dio che riflette la fedeltà ed altre un essere che cambia, instabile e desideroso di novità. L’impasse è là, e la vita dell’uomo è sempre animata da sentimenti contraddittori che lo portano a trovarsi confinato nei dilemmi corneliani. Come si può affermare che l’uomo potrebbe essere felice accontentandosi di vivere una sola vita e nascondendo i suoi desideri? Ecco ancora che c’è la questione della felicità, e la riflessione di Schopenhauer assume questo senso: essere felice è vivere nella noia rassicurante o vivere lo sconosciuto che spaventa?

Le coppie degli anni 50 funzionavano se la vita familiare andava bene, e ciò era il motivo principale del successo della vita in casa. Felice o no, la coppia aveva compiuto la propria missione quando l’uomo riusciva a provvedere ai bisogni materiali della famiglia, la donna svolgeva il ruolo di madre e i figli ricevevano una buona educazione. La felicità non era all’interno della coppia, ma all’interno del nucleo familiare: ciò è la differenza principale con le coppie d’oggi. Adesso, la felicità dipende dall’individuo. Se uno dei due membri della coppia non è felice nel matrimonio, l’armonia della casa non può esistere e si considera un fallimento. La riuscita è più a livello personale che familiare. Così, moltissime persone contro il divorzio riconoscono, malgrado tutto, che è preferibile separarsi quando non c’è più intesa e se si hanno bambini. Il “successo” della coppia non è quindi quello di 50 anni fa. Le esigenze e il rifiuto di impegnarsi per un lungo periodo fanno aumentare considerevolmente il numero di separazioni. La coppia oggi cerca la felicità perfetta, che è quasi inaccessibile.

Superare l’infedeltà ?

L’infedeltà è allora un atto puramente umano che accade alla fine di molti anni di matrimonio. La fedeltà si costruisce in una vita intera, sulle esperienze e le prove di ciascuno. Anche se è solida, non è meno fragile. La fedeltà conoscerà momenti di dubbio e di crisi, è difficile credere il contrario. Il tradimento se situa al livello della menzogna e non dell’infedeltà. Essere fedele, ovvero la verità, significa quindi prendere responsabilità delle proprie azioni. Per superare l’infedeltà, bisogna quindi tentare di capirla all’inizio. Ogni crisi richiede di essere analizzata e compresa perché non succeda più nel futuro. E’ insieme, in due, che i problemi vengono discussi e le risposte vengono trovate. L’umano non è perfetto, pecca e si pente. Ma perdonare gli errori dell’altro, quella sì che è una prova di umanità. Dio perdona gli errori degli uomini se loro li riconoscono. Il perdono è la sola cosa positiva quando c’è stata l’infedeltà all’interno della coppia. E’ in due che si deve ricostruire ciò che è stato distrutto, ed è in due che si deve provare a percorrere i nuovi cammini della vita. E’ evidente che questa soluzione preoccupa le persone che cercano di salvare la propria coppia. Per gli altri, l’infedeltà non fa che aprir loro gli occhi e far prendere coscienza sul fatto che c’è bisogno di seguire un nuovo cammino. Come l’osservazione del teologo Xavier Lacroix, impegnarsi significa dire “sì” tutti i giorni. Il perdono si costruisce col tempo e la fiducia può essere riguadagnata. Quando l’amore perdura, tutto è possibile… Roland Barthes ammette in Fragments d’un discours amoureux che non c’è alcun vinto né vincitore in amore; siamo tutti tragici. In conclusione, siamo tutti uguali di fronte all’amore e ci meritiamo la comprensione e il perdono. E’ difficile definire la moralità e l’immoralità dell’infedeltà, perché ci sono moltissime sfumature. Esistono molti casi diversi e bisogna anche distinguere una relazione extra-coniugale tra due persone che si amano e una relazione extra-coniugale puramente sessuale. La menzogna sembra essere immorale, ben più che l’infedeltà. Ogni coppia dovrebbe stabilire insieme dei limiti da non superare. La felicità risiede in questa fiducia reciproca e in questa complicità. Non ci scordiamo poi che l’amore è un sentimento magico, un’emozione unica, una condivisione che rende felici. Anche se questo sentimento fa paura è, alla fine, ciò che ci rende felici e che ci anima… La perfezione non esiste, ma la felicità è sempre raggiungibile se ci si crede.

Concludiamo quindi con qualche parola di Musset che, 180 anni fa, ci ha preso in giro…

« On est souvent trompé en amour, souvent blessé et souvent malheureux ; mais on aime, et quand on est sur le bord de sa tombe, on se retourne pour regarder en arrière, et on se dit : J’ai souffert souvent, je me suis trompé quelquefois ; mais j’ai aimé. C’est moi qui ai vécu, et non pas un être factice créé par mon orgueil et mon ennui. »

“Spesso siamo traditi in amore, spesso feriti e spesso infelici; ma amiamo, e quando siamo sull’orlo della tomba, ci giriamo a guardare indietro e diciamo: ho sofferto spesso, a volte sono stato ingannato; ma mi è piaciuto. Sono io che ho vissuto, e non un essere un falso creato da mio orgoglio e dalla noia!

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Fonti delle immagini che sono state usate per questo articolo (per ordine di apparazione) :

Foto di :

Liane de Pougy.

Liane de Pougy, ballerina e cortigiana degli inizi del 19° secolo, racconta alcune delle sue infedeltà con altre donne, raccolte in un libro intitolato Idylle saphique (1901). Presentato come un romanzo, il libro è stato un gran successo.

Grandville.

Nella fiaba « Le Loup et le Chien » (il lupo e il cane), Jean de la Fontaine non ha formulato la morale in maniera esplicita. Tuttavia, si può riassumere così : “meglio essere povero e libero che ricco e schiavo”.

Noi possiamo dire: “meglio essere infedele e libero che fedele e schiavo (per colpa propria)”.

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