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16
settembre 2014

Infedeltà: si può essere felici in coppia e tradirsi!

Nel suo libro, la psicoterapeuta Esther Perel dimostra che la felicità nella coppia non è garantita dalla felicità.

Si basa invece su 5 idee sorprendenti da lei riportate, che si approvino o no…

Non si tradisce per cercare qualcun altro ma per trovare un altro “se stesso”.

Non stiamo promuovendo la schizofrenia. Si ha la tendenza a pensarechechi tradisce sia andato a cercare altrove per trovare un senopiù bello, un sedere più bello, insomma, uno/a più bello/a. Siamo convinti chesi tradisca perchéci mancaqualcosa. Solo chesecondo lasua ricerca, EstherPereldice chegli infedelinonvogliono lasciareun (a)partner chelisoddisfapiù, malasciare la personache sono diventati.Una donnameno avventurosa omeno sorprendente, peresempio, chevorrebberiprenderel’identitàche aveva prima di questianni di vita comune col partner.

Non si tradisce perchè si è infelici ma perchè potremmo essere ancora più felici.

La felicità è un po’ come il nostro Santo Graal, l’ultima conquista. Siamo sempre più esigenti nei nostri rapporti sociali, a lavoro e all’interno della coppia.

Ci aspettiamo molto dalle relazioni perché vogliamo soprattutto essere felici. Questo suggerirebbe quindi che gli infedeli tradiscono non perché sono infelici o insoddisfatti del compagno, ma perché pensano di poter essere ancora più felici altrove. In ultima analisi: se fossero infelici, perché dovrebbero scegliere l’infedeltà quando basterebbe il divorzio (ormai possibile e accettato) per essere felici?

Le fusioni di coppia portano all’adulterio.

La maggior parte dei pazienti Esther Perel affermano di essere felicemente sposati. Sono categorizzati sotto il modello di fusione di coppia. Secondo la psicoterapeuta, quando si pensa che 1 + 1 = 1, e quindi che le coppie siano un’entità, si dimentica la propria e non ci si differenzia più. Si nega la propria identità, per la quale abbiamo lottato, e si soffoca. E’ per questo motivo che i partner sono infedeli. Vivere una relazione extraconiugale è un modo per distinguersi, di essere autonomi.

Si tradisce per sentirci vivi.

Questa è l’argomentazione di certe donne. Così comeKateWinsletinRevolutionary Road, condannataa badareallacasadel maritoDiCaprio(Leo, anche noi vogliamoprenderci curadi casa tua!), certe donne sentono il bisognodi esistere= smettere di sostenere sempre e solo la propria famiglia, essendola spallasu cuitutto poggia, sempre attanagliate dalla preoccupazione e a prevenire ogni eventualitàper i loro figli. Una volta arrivate in un vicolo cieco, finalmentepossono pensare a se stesse. Quindi attiranol’attenzione su di loro, il desiderio. Le sensazioni, dimenticatee nonprovateperanni, sono di nuovo presenti nei loro ​corpi e nel loro cervello.

L’adulterio: il punto di partenza per riflettere sulla monogamia?

Ese iltradimentofacesse del bene? Se alla fine tradire servisse a sentirsi meglio? Se il nostrosistemamonogamonon funzionasse più?Nonostante non sia arrivata a dire che un nuovo modellononmonogamosarebbe adattoa tutti, la psicoterapeutadiceche l’infedeltà si sta rigenerandoe che la monogamia, in futuro, sarà riconsiderata. Chiaramente,non ci si sentepiù vivi di come quando si tradisce…

E voi cosa ne pensate?

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