Blog

Articoli, news, consigli
06
novembre 2013

Le donne e l’infedeltà …

Per molto tempo, antichi preconcetti e falsi miti, hanno visto nell’uomo l’infedele per natura e nella donna la custode del focolare domestico, esaltando la fedeltà femminile come idealizzazione della figura materna.

Ma al giorno d’oggi, nella nostra società, l’infedeltà femminile viene considerata sempre meno un tabù e le donne sembrano rivendicare la libertà della propria sessualità, anche in ambito extraconiugale.


L’infedeltà interrompe la routine quotidiana, che spesso si trasforma in noia e, secondo alcuni esperti di psicologia dei rapporti di coppia, il sesso extraconiugale potrebbe addirittura avere effetti benefici, funzionando da antidepressivo contro la noia e la routine di tutti i giorni. Secondo Hillman, il tradimento subito avrebbe addirittura un valore educativo: infrangendo la “fiducia primaria” si imparerebbe ad avere fiducia ma anche a diffidare. Sicuramente, per alcuni studiosi, il tradimento e l’infedeltà, se elaborati in maniera costruttiva, potrebbero essere un’occasione di arricchimento e crescita, ma è pur vero che, nella maggior parte dei casi, si trasformano nella fine del rapporto, generando rancori e risentimenti.

Contrario il parere di alcuni psicanalisti, per i quali il tradimento va considerato una patologia, sintomo di una personalità disturbata che andrebbe pertanto curata. Secondo Freud, il padre della psicoanalisi, l’infedeltà genera un altro sentimento, quello della cosiddetta “gelosia proiettata”. Tale gelosia deriva, sia nell’uomo che nella donna, dall’infedeltà che essi stessi hanno compiuto nella vita o da semplici spinte verso l’infedeltà che sono state rimosse. Secondo questa teoria, nei rapporti di coppia, la fedeltà può essere mantenuta solo opponendo resistenze alle continue tentazioni che si presentano nella vita, per cui coloro che avvertono tali tentazioni proietteranno, attraverso un meccanismo inconscio, le proprie tendenze all’infedeltà sul partner.

Ma perché si tradisce? E che ruolo giocano nel tradimento le differenze di età e di genere? Esiste davvero una differenza tra l’infedeltà femminile e quella maschile?
Le differenze di età e di genere ricoprono sicuramente un ruolo fondamentale nella gestione dei rapporti di coppia e nell’atteggiamento nei confronti dell’infedeltà.
Gli esperti di psicoterapia adolescenziale affermano che gli adolescenti, nell’atto del tradimento, esprimono la normale tensione, tipica della loro età, tra il bisogno di creare legami e quello di affermare il loro desiderio di libertà. Per gli adulti, invece, come spiegato da Gianna Schelotto, nel suo libro “Equivoci e sentimenti”, la fedeltà risponde principalmente ad un bisogno di sicurezza e diviene un modo per tutelare la vita costruita insieme al partner e la propria famiglia. È per tale motivo che molte coppie continuano a restare unite anche in presenza di tradimenti, incomprensioni e forti dissensi.

Passando alle differenze di genere, come insegna la psicologia sociale, le diverse caratteristiche fisiologiche e anatomiche, tra individui maschili e femminili, sono correlate da differenti comportamenti, sociali e riproduttivi. Tuttavia, sia nell’uomo che nella donna, sarebbero insite delle propensioni sia a rapporti monogamici che poligamici, sia cioè alla fedeltà che all’infedeltà. All’impulso verso l’infedeltà si contrappone, ovviamente, la volontà e necessità di tutelare la prole attraverso delle relazioni stabili.

Per molto tempo si è sostenuto che le donne tradiscano solo quando alla semplice attrazione fisica si associa una fantasia amorosa stimolata da un corteggiamento. Ma, recentemente, lo psichiatra e psicoterapeuta Giacomo Dacquino ha sottolineato come altri fattori, per esempio la vendetta, l’aggressività, la solitudine e la noia, siano in grado di spingere una donna verso il tradimento.

Di contro, gli etologi, ovvero coloro che studiano il comportamento animale nel suo ambiente naturale, ritengono che la base del tradimento coniugale tra gli esseri umani sia da ricercare in fattori scritti all’interno del nostro DNA, e per comprenderne il meccanismo fanno riferimento ai nostri diretti progenitori, gli scimpanzé, che condividono con l’uomo circa il 98% del suo patrimonio genetico.

Secondo gli studiosi, i maschi di scimpanzé tradiscono per avere la possibilità di mettere al mondo un numero maggiore di figli rispetto a quanto potrebbe garantire una singola partner, mentre le femmine dello scimpanzé tradiscono per avere la possibilità di mettere al mondo una progenie con caratteristiche genetiche migliori rispetto a quelle del partner. Queste stesse motivazioni agirebbero, in maniera inconscia, all’interno degli esseri umani. Questa è pertanto una delle principali ipotesi evoluzionistiche utilizzate per spiegare l’incongruenza apparente per la quale le donne tradiscono come gli uomini, pur non potendo partorire approssimativamente più di un figlio all’anno, qualunque sia il numero dei partner sessuali. L’infedeltà garantirebbe alla donna una maggiore diversità e qualità genetica e, di conseguenza, in teoria, un maggior numero di nipoti e quindi una discendenza più numerosa.

Tale dato, trova conferma negli studi del biologo Robin Baker R., il quale ha sostenuto nel suo libro, intitolato “Guerre sessuali. Alla radice dell’infedeltà”, che le donne infedeli sono portate prevalentemente, e ovviamente a livello inconscio, ad avere rapporti sessuali con l’amante nella prima parte del ciclo, quando le possibilità di essere fecondate risultano maggiori.

Ma uno studio accurato, pubblicato sulla rivista “The American Naturalist” e diretto a verificare se la poliandria (la poligamia instaurata tra un individuo di sesso femminile e due o più individui di sesso maschile) sia o no l’esito di un processo adattivo, sembrerebbe smentire tale spiegazione. Lo studio è stato indirizzato a specie animali socialmente monogame, al fine di verificare se effettivamente la prole illegittima avrebbe avuto un maggior successo riproduttivo, ma al momento non ha dato i risultati sperati e, almeno allo stato attuale degli studi, la promiscuità non sembra generare vantaggi riproduttivi per le femmine delle specie osservate.
Nel XIX secolo, nella sua opera “L’Arte di trattare le donne” (o Discorso sulle Donne), il filosofo tedesco Arthur Schopenhauer, utilizzava invece le differenze biologiche tra gli uomini e le donne per spiegare l’infedeltà maschile e l’opposta fedeltà femminile.

Se anche per Shopenhauer l’uomo è infedele e incostante nell’amore perché in teoria potrebbe generare più di cento figli all’anno, la donna invece, potendo generare, al di là del numero di rapporti avuti, solo un figlio per volta, tenderebbe alla fedeltà e a moltiplicare il suo sentimento verso un unico uomo.
In tali ipotesi, dunque, la linea di confine tra infedeltà maschile e infedeltà femminile è tracciata su basi scientifiche ed è imputata ad elementi puramente biologici.
Ma, oltre ai fattori genetici, elementi sociali, culturali e di costume hanno influenzano e tuttora influenzano le differenze tra uomo e donna nei confronti dell’infedeltà coniugale.

Da sempre, a livello sociale e culturale, la morale comune ha attribuito un giudizio diverso nei confronti dell’infedeltà maschile e femminile. È sempre esistita, per così dire, una doppia morale dell’infedeltà, in ogni luogo e in ogni tempo, che ha portato ad osannare l’infedeltà maschile e a condannare categoricamente quella femminile. Nella Roma arcaica l’adulterio era considerato un reato, punibile anche con la pena di morte, solo nel caso in cui veniva commesso da una donna.
Anche nella maggior parte della tradizione letteraria, l’adulterio, moralmente condannato, è spesso associato alle donne. Partendo da Omero, fino ad arrivare ai romanzi ottocenteschi, il tradimento coniugale è il più delle volte femminile; Paride ed Elena, Tristano ed Isotta, Clitennestra ed Egisto, Lancillotto e Ginevra o la Madame Bovary di Flaubert, sono solo alcuni dei tanti esempi possibili.

In alcune culture, ancora al giorno d’oggi, l’adulterio femminile è punibile con la pena capitale. Il delitto d’onore è stato annullato solo in tempi abbastanza recenti, in società evolute nelle quali la donna può crescere i propri figli anche senza il sostentamento economico dell’uomo.

Nelle società occidentali odierne, l’infedeltà femminile non è più condannata drasticamente come in passato e la differenza di giudizio tra infedeltà maschile e femminile si è notevolmente attenuata.

Recenti studi sottolineano come, in alcuni Paesi e nella stessa Italia, la crescente emancipazione femminile e una più equa parità di ruoli, sia in ambito lavorativo che nella gestione della famiglia e della vita sociale, abbiano spinto le donne a liberarsi dalla “cultura della colpa”, per lungo tempo dominante, e a sperimentare il tradimento come un modo per riappropriarsi della propria individualità e per rompere la spesso noiosa routine quotidiana.

L’autonomia sessuale dipende fortemente dall’autonomia economica, prima raramente posseduta dalle donne. I recenti studi dell’olandese Joris Lammers hanno infatti dimostrato come le donne che rivestono oggi importanti ruoli di potere siano inclini all’infedeltà proprio come gli uomini, spesso storicamente additati per la loro naturale propensione al tradimento.

Alcuni sondaggi ipotizzano che un’alta percentuale dei bambini nati, compresa tra il 10% e il 30%, sia in realtà da attribuire all’infedeltà femminile: si tratterebbe quindi di figli illegittimi, avuti da rapporti extraconiugali. Tale dato richiama alla mente un antico detto latino, che afferma: “Mater semper certa est, pater numquam” (la madre è sempre certa, il padre mai). Il genere femminile è l’unico ad avere la certezza della maternità della prole, mentre quello maschile risulta essere un “padre incerto”, e sarebbe proprio tale incertezza uno dei motivi che spinge gli uomini verso l’infedeltà, tenendoli lontani dall’idea di instaurare un legame stabile e duraturo.
Nel mondo moderno, l’infedeltà femminile, si allontana dall’essere un tabù, un’infrazione del buon costume e delle norme sociali, e resta relegata al mondo della coscienza personale; non più un oltraggio alle regole sociali imposte, ma una scelta individuale che può infrangere esclusivamente la fiducia e i rapporti interpersonali tra i partner.

infidelita-femina

Diviso
1 commento

Commenti chiusi.