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05
gennaio 2015

Un appello per l’adulterio / l’infedeltà

Uomini e donne, tutti noi abbiamo vissuto momenti di sesso sentimentale, una bella scappatella, un’ondata di felicità. E per niente al mondo daremmo via tutte le memorie di questi momenti di gioia un po’ indecenti. Questo può essere avvenuto ieri oppure 20 anni fa. Potrà succedere domani o potrà succedere in dieci anni. In ogni caso, queste esperienze ci fanno dimenticare la nostra routine e tutti i sacrifici che abbiamo fatto.

Non dobbiamo dimenticare che la parola “adulterio” viene dal latino “adultere” che significa corrompere e, più precisamente, da “ad alterum”, che significa andare verso qualcuno di diverso dal legittimo coniuge.

Il segreto fa parte della storia. E’ qui che si trova il rischio, questo rifugio dove ci si può dedicare alle proprie curiosità, questa tomba muta dove si può stare in silenzio per dimenticare le difficoltà.

E’ possibile che, ben presto, questa trasparenza che è stata creata, prosperando sulla geolocalizzazione delle nostre posizioni missionarie, uccida questa felicità di clausura, questo bisogno di non dire nulla, questo desiderio di invisibilità. Ognuno cercherà di farla franca, cercando di abbassare una metaforica visiera di un casco della moto, che scintillerà di fronte ai visi più inquisitori e agli sguardi invadenti. E questo sarà lo stesso che uscirà allo scoperto a causa dell’iPhone del vicino, un paparazzo involontario, che provvederà alla tua distruzione su Instagram.

Nell’adulterio, c’è l’idea che la monogamia sia una religione che, nonostante agisca silenziosamente, riesce sempre a trionfare. La monogamia era bigotta e borghese, con l’obiettivo di ridurre i figli illegittimi e il rischio di disseminare le proprietà. Oggigiorno, la monogamia è ancora il comportamento standard, sinonimo di onestà.

La contraccezione è rimborsata dal servizio sanitario, il divorzio è consentito, l’indipendenza economica delle donne sta piano piano migliorando. Da dove viene, allora, questa necessità di dormire altrove se ci si può separare senza gravi conseguenze in un modo semplice? Ciò deriva dal fatto che alcune persone amano vagabondare, si perdono e si ritrovano. A loro piace andare avanti e indietro senza rinunciare a relazioni multiple, tra accordi immondi e conciliazioni barocche, tra pezzi di artigianato e sistemi che s’intersecano.

Le donne e gli uomini e vogliono tutto e il contrario di tutto? E allora? Perché l’affetto deve necesseriamente costruita sul modello di una coppia di due individui? In che modo sarebbe socialmente dannoso il voler condividere, volor combinare i piaceri (senza avere compagni frustrati), avere prima amici e poi conviventi con i quali si può decidere di costruire relazioni di qualsiasi tipo?

Dobbiamo abbandonare l’idea che vi è un solo amore come vi è un solo dio. Purtroppo, atei e politeisti, poligami e poliandri continuano ad essere accusati di viltà, incoerenza o leggerezza. Essi sono ostracizzati con la stessa arroganza ipocrita del tempo in cui dominava il Cattolicesimo.

Quando c’è l’adulterio, alcune persone vengono ingannatte ed altre sono in lutto. E’ vero e non è piacevole, questo lo sappiamo tutti. Ma perché queste vittime dovrebbero conoscere la propria sfortuna, il proprio pessimo risultato finale … o temporaneo. Perché, non dimentichiamo, che l’invidia galante e il desiderio a volte si trovano su lati diversi, quando non c’è un affidamento congiunto.

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